Quando parlo di tipi di uncinetto, intendo i punti e le tecniche che cambiano davvero la resa di un lavoro: compattezza, elasticità, traforo e finitura finale. In questa guida metto ordine tra le basi, i punti più usati e i casi in cui conviene scegliere una lavorazione invece di un’altra. L’obiettivo è semplice: aiutarti a capire cosa fare, non solo come si chiama.
Le basi che contano davvero per leggere un lavoro all’uncinetto
- La catenella, la maglia bassa, la mezza maglia alta, la maglia alta e la maglia bassissima bastano per iniziare a capire quasi tutti gli schemi.
- La differenza tra un punto e l’altro sta soprattutto in altezza, compattezza e uso pratico.
- Lavoro in tondo, aumenti, diminuzioni e lavorazioni in rilievo cambiano il risultato più del singolo nome del punto.
- Un campione da 10 x 10 cm evita molti errori di scelta, soprattutto con filati diversi.
- Per i motivi decorativi conviene sempre chiedersi prima se servono struttura, morbidezza o ariosità.

I principali tipi di uncinetto da conoscere
Se dovessi partire da un solo gruppo di punti, partirei da questi. Sono quelli che ritornano quasi ovunque: nei bordi, nei capi semplici, nei motivi decorativi e nei lavori più strutturati. Conoscerli bene vale più di memorizzare dieci nomi in fretta.
| Punto | Effetto | Quando lo uso | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Catenella | Base aperta e leggera | Avvio del lavoro, archi, spazi nei motivi traforati | Da sola non crea un tessuto, ma apre quasi ogni lavorazione |
| Maglia bassissima | Punto molto basso e discreto | Chiusure, unioni, passaggi da un giro all’altro, rifiniture | Serve più per collegare e rifinire che per costruire volume |
| Maglia bassa | Tessuto compatto e regolare | Borse, presine, amigurumi, bordi resistenti | È uno dei punti più affidabili quando il lavoro deve tenere forma |
| Mezza maglia alta | Compromesso tra densità e altezza | Accessori, capi intermedi, lavori morbidi ma non troppo aperti | È molto utile quando vuoi velocità senza perdere troppo controllo |
| Maglia alta | Tessuto più arioso e veloce da lavorare | Sciarpe, cardigan leggeri, motivi traforati | Fa crescere il lavoro in fretta e lascia respirare il filato |
Una volta capito questo lessico minimo, il passo successivo è osservare come lo stesso punto cambia quando cambia la tecnica di lavorazione.
Le tecniche che cambiano la resa del lavoro
Qui l’uncinetto diventa davvero interessante: il punto resta simile, ma il comportamento del tessuto cambia parecchio. È la differenza tra un capo che cade morbido e uno che tiene forma, tra una superficie piatta e una più materica.
Lavorare in righe o in tondo
In righe, il lavoro avanza avanti e indietro e di solito richiede attenzione al bordo e alla catenella di svolta. In tondo, invece, chiudi il giro e prosegui senza girare il lavoro: è la scelta tipica per cappelli, centrini, amigurumi e tanti motivi circolari. Il dettaglio pratico è questo: in tondo devi controllare meglio i punti d’inizio e fine giro, perché un errore piccolo si accumula molto più in fretta.
Aumenti e diminuzioni
Gli aumenti aggiungono maglie nello stesso spazio e fanno crescere il lavoro; le diminuzioni fanno l’opposto e lo stringono. Sembra banale, ma sono la vera base della modellatura: senza aumenti e diminuzioni, un oggetto resta piatto. Se il tuo progetto si apre a coppa o si arriccia, quasi sempre il problema non è il punto in sé, ma il modo in cui stai gestendo questi passaggi.
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Punti in costa, in rilievo e cambi di colore
Lavorare nell’asola anteriore o posteriore, oppure prendere il punto in rilievo davanti o dietro, cambia subito la texture. È una soluzione che uso quando voglio dare corpo a un bordo, a una fascia o a una superficie più decorativa senza cambiare completamente schema. Anche i cambi di colore, se fatti con ordine, trasformano il disegno: una semplice alternanza di righe può diventare molto più leggibile di un motivo complesso eseguito male.
Quando questa parte è chiara, scegliere il motivo giusto per un progetto smette di sembrare un salto nel buio.
Come scegliere il punto giusto per ogni progetto
Io ragiono quasi sempre partendo dalla funzione. Prima mi chiedo se il progetto deve essere compatto, elastico, decorativo o leggero; solo dopo guardo il motivo. Questa piccola inversione di ordine evita molte scelte belle ma poco pratiche.
| Progetto | Punto o tecnica adatta | Perché funziona | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Presine e sottopentola | Maglia bassa o lavorazione molto compatta | Resiste meglio e mantiene una forma stabile | Serve un filato che non si deformi facilmente |
| Borse e pochette | Maglia bassa, mezza maglia alta o punti serrati | Danno struttura e reggono il peso | Se il punto è troppo aperto, la borsa cede |
| Sciarpe e stole | Maglia alta, punti traforati, schemi leggeri | Cadono morbidi e si lavorano più velocemente | La misura finale va controllata con un campione |
| Coperte e plaid | Granny, moduli ripetuti, lavorazione in blocchi | Permettono di allargare il lavoro con facilità | Le giunte e i bordi devono essere curati bene |
| Top e capi estivi | Filet, reti, punti alti e motivi ariosi | Favoriscono traspirazione e leggerezza | Meglio controllare il drappeggio prima del montaggio |
| Accessori strutturati | Tunisino o punti in rilievo | Offrono una mano più corposa e compatta | Il risultato può pesare di più rispetto a un punto classico |
La regola semplice è questa: se il lavoro deve stare fermo, scegli punti più compatti; se deve scendere fluido, preferisci punti alti o traforati; se deve crescere per moduli, guarda ai motivi assemblabili. Per questo un campione di 10 x 10 cm è più utile di quanto sembri.
Gli errori che fanno sembrare difficile l’uncinetto
- Contare male la catenella iniziale. Un errore piccolo all’inizio sposta tutto il resto del lavoro, soprattutto nei motivi ripetuti.
- Stringere troppo il filo. Succede spesso ai principianti e rende i punti più duri da lavorare, oltre a deformare il tessuto.
- Saltare il campione. È il modo più rapido per scoprire troppo tardi che il punto scelto non ha la resa giusta.
- Confondere il davanti con il dietro del punto. Nei lavori in costa o in rilievo questa svista cambia completamente la texture finale.
- Partire da un motivo troppo ricco. Un punto decorativo complesso è più facile da gestire quando hai già automatizzato le basi.
Spesso non è il punto a essere difficile, ma il modo in cui lo stiamo leggendo o costruendo. Sistemati questi dettagli, anche un motivo che all’inizio pareva ostico diventa molto più lineare.
Il percorso che consiglierei per imparare senza saltare passaggi
Quando una persona mi chiede da dove partire, io suggerisco una progressione semplice, senza fretta e senza la tentazione di fare subito il punto più scenografico. Funziona meglio e fa perdere meno tempo.
- Impara bene catenella, maglia bassissima e maglia bassa: sono la base operativa di quasi tutto.
- Aggiungi mezza maglia alta e maglia alta, perché aprono il lavoro e fanno capire la logica dell’altezza del punto.
- Esercitati in righe e in tondo con piccoli campioni, così capisci come cambiano bordi, chiusure e ritmo del lavoro.
- Prova aumenti, diminuzioni, punti in costa e punti in rilievo per vedere come nasce la forma.
- Passa poi a granny, filet e tunisino: sono ottimi per imparare a leggere strutture più interessanti senza perdere il controllo del punto.
Io terrei anche un piccolo quaderno con un campione per ogni motivo già provato: basta annotare filato, punto, numero usato e sensazione del tessuto. È un metodo semplice, ma con il tempo crea una memoria pratica che rende molto più facile scegliere la lavorazione giusta al primo colpo.